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IL SENTIERO DEI CICLAMINI
Tempo di percorrenza : 1 ora e ½
Difficoltà : facile e per tutti, passeggiata ideale anche con ragazzi.
Itinerario : escursione con lunghi tratti pianeggianti, con un dolce dislivello risalendo sui bordi di un torrente e una ripida discesa da Camoglieres che riconduce al punto di partenza.
Località attraversate : Macra – Langra – Caricatori – Camoglieres – Macra
Luogo di partenza : Macra, piazza del municipio.
Elementi di interesse: La Valle Maira è percorsa da un’intensa rete di sentieri fra i boschi di mezza costa che per molti secoli videro il passaggio di viaggiatori, mercanti, predicatori e pellegrini. Il sentiero proposto ci porta nel vivo della storia e della cultura di questi viandanti, testimoni della cultura occitana nelle sue propaggini orientali verso la pianura cuneese: questi viottoli sono infatti stati da sempre la strada principale che metteva in comunicazione la bassa e l’alta valle, e da qui nasceva l’esigenza di un itinerario il più possibile pianeggiante.
Ci troviamo nel cuore dei Percorsi Occitani, il famoso Sentiero di Valle, e proprio questa passeggiata può essere un buon modo per comprenderne appieno la loro bellezza selvaggia, garanzia di giornate uniche e indimenticabili per gli escursionisti che vengono a percorrerli da tutta Europa.
Il forte isolamento di queste comunità alpine, le cui borgate ancora oggi vengono raggiunte soltanto da due carrarecce (non toccate, se non marginalmente, dal nostro itinerario) ha lasciato a questi boschi un aspetto maestosamente naturale e ha permesso di conservarne intatti i numerosi sentieri.
Seguendo il percorso, numerose sono le tracce della presenza umana e delle sue attività passate: si trovano infatti ancora alcuni mulini ai bordi del torrente, diversi terrazzamenti delle antiche vigne ed essiccatoi di cereali con le caratteristiche colonne rotonde; case di boscaioli ancora intatte e restaurate o in silenzioso e progressivo abbandono; piloni e cappelle che sbucano improvvisamente dal bosco, con affreschi che raccontano storie di fede e di visioni macabre, in cui i morti si mescolano al mondo dei vivi cercando di afferrarne le loro anime.
La magia e l’incanto del bosco, ricchissimo di associazioni vegetali e specie endemiche rare, viene accresciuta dalle tracce ancora oggi evidenti di un pauroso incendio che aggredì gran parte della montagna una ventina di anni fa.
Alla devastazione del fuoco sono comunque sopravvissute alcune piante rare: il Cyclamen purpurascens (che qui a lato vediamo in una fotografia di don Giorgio Pellegrino), il fiore che dà il nome al percorso e la cui fioritura si può ammirare nel mese di agosto, con la sua caratteristica che cresce soltanto sotto i faggi.
Ancora più rara è l’ Euphorbia valliniana , endemica esclusiva della Valle Maira, che cresce in piccoli fazzoletti di terra, nascosta da sguardi indiscreti.
Mi sento di sottolineare una raccomandazione, nel caso durante la vostra passeggiata vi imbattiate in queste piccole preziosità: non seguite l’istinto di raccoglierle, creando un danno ecologico gravissimo, ma immortalatene la bellezza in una bella fotografia: questa non sfiorirà mai e ve ne conserverà il ricordo per sempre…
Degne di nota sono anche le numerose colonie di vischio sulle cime dei pini silvestri, la conifera più rappresentata nell’area, e le fioriture di lavanda che ci accompagnano nel cammino.
L’intera area verrà a breve inserita nei geositi della Valle Maira, a causa dei grandiosi affioramenti di pareti carbonatiche e della spettacolare morfologia carsica superficiale, in cui l’acqua ha scavato e modellato per millenni i bastioni rocciosi, sprofondandovi in profondità e scavando cunicoli e cavità che danno il nome al Comune di Macra. Essa infatti un tempo era anche detta Arma o Alma , che deriva da Barma o Balma , che in parlata locale sta appunto ad indicare i numerosi antri e caverne che si osservano nella zona; esse venivano spesso utilizzate dai pastori come riparo dalle intemperie sia per sé che per gli animali, sia per la legna che per la fienagione.

Descrizione dell’escursione
Macra - Caricatori
Dal piazzale del Municipio di Macra, dove una mappa ci permette di individuare la passeggiata che andremo a percorrere, si prosegue per alcune decine di metri in direzione di Acceglio, fino al ponte da cui inizia l’itinerario (fontana). Accostato un antico mulino in fase di ristrutturazione, si costeggia il ruscello, sempre ricco d’acqua, fino a Langra (non considerare l’indicazione dei Percorsi Occitani che risale in salita sulla destra; quello sarà il percorso del ritorno). Poco prima di Langra si sbuca sulla strada (in buona parte sterrata) che arriva da Macra. Chi volesse fare soltanto una breve passeggiata, consigliamo di ritornare al punto di partenza seguendo proprio questa carrozzabile.
Da Langra si rimane sulla strada principale che termina a Caricatori, che come denota il nome era una antica borgata di boscaioli; fino a pochi anni fa non era infrequente trovare ancora sul sentiero le antiche slitte utilizzate per trasportare i tronchi.
Caricatori - Camoglieres
Appena superato Caricatori, si imbocca il sentiero che devia a destra portandosi in leggera salita sotto le pareti verticali di Punta Raveirola; qui inizia la parte più selvaggia dell’itinerario, che in un lungo traversone pianeggiante raggiunge Camoglieres, incuneandosi ai bordi di una conca valliva; superando un pilone solitario in posizione dominante su Macra e l’intera zona; passando ormai nel tratto in discesa, ricco di terrazzamenti un tempo coltivati a vite, accanto alla palestra di arrampicata, richiamo per esperti arrampicatori.
L’abitato di Camoglieres merita una visita per la tipologia dell’insieme architettonico delle case e per alcuni dipinti significativi di Giors Boneto, pittore di Paesana che operò in valle all’inizio del 1800: notevole è il San Cristoforo che traghetta un fiume in cui nuota una sirena.
Camoglieres - Macra
Seguendo le tacche gialle dei Percorsi Occitani si ridiscende leggermente l’interno della borgata, per poi imboccare l’antico viottolo che collegava la borgata con il capoluogo di Macra.
La discesa è rapida e decisa, ma le sorprese del nostro percorso non sono ancora finite: notevole è la panoramica a strapiombo sul fiume Maira, con la ex-statale della valle che si snoda come un lungo serpente; alcune barme fanno intuire l’uso di riparo che ne è stato fatto per secoli; improvvisa infine compare l’ultima perla, ossia la piccola e antichissima cappella di San Pietro, che custodisce al suo interno un affresco enigmatico ribattezzato “La danza macabra”, con una terrificante visione dell’inferno e del castigo dei peccatori.
Conosciuto il luogo, sarà bello riuscire ad identificarlo le volte successive che si percorrerà la valle in questo tratto della strada principale. Ormai siamo alle porte di Macra, e il sentiero sbuca sul tornante della strada che sale alla parte alta del paese e alle borgate di Langra e Caricatori. Un ultimo consiglio è quello di prendere il viale in salita, che in poche decine di metri ci porta di fronte alla Parrocchia dedicata a San Marcellino, patrono della festa che si celebra solennemente ogni anno all’inizio di primavera con grandi manifestazioni. Passando accanto alla chiesa, sul lato a monte ritroviamo il sentiero che in breve discesa ci riporta al punto di partenza.
È tradizione consolidata percorrere l’itinerario descritto al mattino della domenica, all’interno delle manifestazioni ufficiali della Fiera di San Marcelin.
Buona passeggiata! Visita il sito di Macra
Enrico Collo ,
accompagnatore naturalistico
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