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20 luglio: il Sole entra nel Cancro. Il limite dell’astrologia e la precessione degli equinozi.
Oggi il Sole entra nel segno del Cancro, praticamente un mese in ritardo rispetto alla scadenza zodiacale, che ci vorrebbe ormai in prossimità del Leone. Ecco perché l’astrologia moderna, non rispettando questa banale ma fondamentale regola astronomica, perde di ogni credibilità di fronte ad qualsiasi tipo di interpretazione revisionista. Il principio di base per l’intera disciplina scientifica (così un tempo essa era considerata, date le notevoli implicazioni matematiche ed astronomiche richieste), prevedeva che il giorno della nostra nascita fosse consacrato al dio della Vita, il Sole per l’appunto, legandoci indissolubilmente al segno dello Zodiaco in cui l’astro si trovava in quel momento dell’anno.
Passati 2000 anni, il lento moto terrestre noto come precessione degli equinozi ha condotto ad un nuovo orientamento spaziale del nostro pianeta rispetto alle stelle che lo circondano, creando uno sfasamento temporale nella levata e nel tramonto delle costellazioni nei vari mesi dell’anno.
Il 21 marzo, equinozio di primavera (da cui il nome del terzo moto della Terra, oltre alla rotazione e alla rivoluzione), il Sole oggi si trova ancora nei Pesci – il simbolo supremo della Cristianità – ; ma fra pochissimi anni, dalla fatidica data del 2012, sarà invece nell’Acquario: previsioni apocalittiche, estremismi e nuovi movimenti religiosi fioriscono con crescente frenesia in attesa dell’epocale evento celeste.
Il 21 giugno, solstizio d’estate, attualmente il Sole si trova nei Gemelli, ma per le stesse ragioni presto passerà nel Toro, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Nelle prime interpretazioni cristiane i Gemelli rappresentavano Gesù e San Giovanni Battista, i “fratelli” del Nuovo Testamento: la loro affinità elettiva è rimarcata dall’incontro di Maria ed Elisabetta, dalle predicazioni di Giovanni sulla venuta del Messia, che pagherà col martirio, al riconoscimento e al battesimo di Gesù nelle acque del fiume Giordano. A ricordare il simbolismo dell’evento rimangono i fuochi di San Giovanni, nella notte del 21 giugno, con l’intento primordiale di ridare forza e vigore al Sole decapitato, che da quel giorno ricomincia la sua caduta nel cielo che si interromperà soltanto il 21 dicembre, con il solstizio d’inverno e la rinascita dell’astro.
All’epoca dei Greci il solstizio estivo cadeva invece nel segno del Cancro, il gigantesco granchio gigante lanciato da Giunone verso Ercole, con l’intento di recidergli le gambe e le braccia (ancora un’amputazione) con le sue chele affilate, mentre l’eroe mitologico in una delle dodici fatiche stava combattendo contro l’Idra, il temibile mostro delle paludi. Quanti bei simboli sul comportamento solare sarebbero da associare a questa leggenda, che comprende anche il vicino Leone, ma lasciamo questa curiosità ad un futuro racconto delle notti occitane… |